mercoledì 15 novembre 2017

Previsioni forex euro - dollaro per fine 2017

Tolto il bitcoin, che fa partita a sé, non si è mosso nulla sul mercato valutario principale questa settimana. I movimenti a rialzo più significativi sono stati quelli sul dollaro/rupia indiana e dollaro/ dollaro sudafricano; e si sta parlando rispettivamente di +1,21% e 1,08%. Tutto il resto, delle 40 maggiori coppie valutarie del mondo, ha registrato una performance settimanale, a rialzo o a ribasso, inferiore del punto percentuale. Praticamente un'ottava in stallo. Non che ci sia nulla di male, una settimana di bassa volatilità, per tirare il fiato dopo i movimenti della settimana scorsa. La scarsa propensione ad intervenire sui mercati Valutari, da parte degli operatori, è dovuta al fatto che vi siano numerosi partite aperte che prima o poi dovranno essere affrontate.

Di mezzo, gira che ti rigira, a fare da grimaldello a possibili movimenti c'è sempre il dollaro. A breve, ci sarà infatti da valutare la riforma fiscale di Trump e la politica monetaria della Federal Reserve, e del nuovo governatore in pectore Powell. Vista l”incertezza generale della situazione, gli operatori non hanno nessuna intenzione di anticipare le proprie mosse. Prima si vuol vedere che succede e poi s'investirà di conseguenza. Così l°euro/dollaro ad esempio si muove all'interno di un trading range compreso tra il supporto di 1,1570 dollari e la resistenza di 1,1690 dollari. Rotto il livello inferiore si va dritti a 1,15 dollari per poi eventualmente estendere la discesa fino a 1,14 dollari dove si andrebbe a ri-tedistare un'interessante trend line discendente, partita con i minimi di novembre 2008 a 1,25 dollari.

Questa linea di tendenza, formata con l”unione dell'altro minimo relativo segnato nel luglio del 2012 a 1,21 dollari, ha funzionato come supporto dinamico fino a metà gennaio 2015, quando venne rotta (a ridosso di 1,18 dollari) e divenne di conseguenza una resistenza dinamica. A testimoniarlo ci sono i due picchi rialzisti che l”euro/dollaro registro il 24 agosto 2015 e il 3 maggio 2016, che vennero fermati rispettivamente a 1,1708 dollari a 1,1615 dollari, proprio con l'incrocio quasi al tick con questa resistenza.
Il 14 luglio 2017 tuttavia, liex supporto, diventato resistenza, è tornato ad essere un supporto dopo la rottura rialzista di 1,1440 dollari. Un continuo avvicendamento che rende interessante l'ipotesi di un ritorno dell'euro/dollaro a ritestare questa linea, con punto d'incrocio appunto a 13,90/1,14 dollari.

Nel caso invece di rottura rialzista del limite superiore del trading range, oltre 1,1690 dollari, il cambio potrebbe spingersi fino alla media mobile a 21 giorni che gravita poco sotto 1,1720 dollari dove si trova una resistenza dinamica di brevissimo, rotta la quale si va sui massimi di ottobre a 1,1880 dollari. Il vero target rialzista tuttavia, si trova 1,1950 dollari, dove si andrebbe a testare una resistenza dinamica, questa volta di medio termine, partita con il massimo dell'8 maggio 2014.

Tornando alle performance settimanali sui cambi principali da segnalare solo la sterlina che guadagna sul dollaro soltanto per una questione tecnica, dovuta alla rottura rialzista di un triangolo che si stava sviluppando dall'inizio di novembre. La rottura ha prodotto un accelerazione rialzista nell'ultima seduta dell'ottava che ha portato il cable a chiudere poco sopra 1,32 dollari. Probabile ritorno su 1,31 dollari nella prossima settimana, in attesa che succeda qualcosa per smuoversi un po'.

Per operare sul Forex, ti consigliamo Etx Capital, broker inglese affidabile e autorizzato con le migliori condizioni sulle principali coppie, in particolare l'eur-usd.

lunedì 13 novembre 2017

Meglio Bitcoin o Ethereum?

I possessori attuali di bitcoin e i pochi grandi attori che hanno le enormi risorse ormai necessarie per coniarne di nuovi, attraverso calcoli matematici di complessità crescente in modo geometrico, hanno tirato un sospiro di sollievo. Il tanto temuto hard fork, ovvero una modifica degli algoritmi matematici che regolano ogni aspetto del bitcoin, dalla certificazione di ogni transazione nel registro elettronico distribuito all'emissione di nuove monete, alla fine non avverrà il 16 novembre come previsto, evitando così la nascita di un nuovo tipo di bitcoin che avrebbe potuto svalutare il valore di quella esistente o, perlomeno, fermare la corsa apparentemente irrefrenabile che ha messo a segno dall'inizio dell'anno.

Uno scampato pericolo che rischia però di rivelarsi una vittoria di Pirro nel medio periodo. L'hard fork era infatti mirato, e richiesto, per ovviare a quello che sta diventando ormai un problema significativo del bitcoin, ovvero la crescita della complessità di calcolo necessaria a chiudere ogni blocco e quindi acquisire il diritto a coniare un nuovo blockchain. Una problematica che incide tanto sulla velocità di registrazione e certificazione delle transazioni eseguite quanto sullo stesso modello di business e architettura alla base del bitcoin, ovvero l”essere basato su una piattaforma distribuita a livello planetario di pc interconnessi.

Bitcoin è infatti stato il primo esempio di blockchain, ovvero una rete distribuita costituita da un numero indefinito di computer, sempre connessi via internet, non gestiti da un”unica o poche società ma da una moltitudine di privati che mettono a disposizione pc con caratteristiche comuni. Nel modello iniziale del bitcoin questo garantiva un controllo democratico e aumentava in modo esponenziale la sicurezza complessiva della criptovaluta, dal momento che il registro elettronico che costituisce la blockchain, divisa nei vari blocchi, era residente su un numero elevatissimo di pc.

Assieme al concetto stesso di blockchain, ovvero un registro elettronico diviso in blocchi su cui vengono registrate tutte le transazioni, e in cui la validità di ogni blocco è intimamente legata tramite modelli matematici a quella del precedente, questo garantiva liimpossibilità pratica di falsificare una transazione o utilizzare due volte lo stesso bitcoin pur in assenza di un'autorità centrale di controllo.

Le regole codificate nel modello matematico alla base del bitcoin prevedono però una difficoltà crescente per risolvere gli algoritmi necessari a chiudere un blocco nella blockchain e poter così coniare una nuova criptomoneta che, uniti alla crescita irrefrenabile del valore del bitcoin stesso, hanno portato pochi soggetti dotati di grandi disponibilità finanziarie a dotarsi di server dotati di enormi capacità di calcolo che monopolizzano il mining, ovvero la creazione di nuove monete attraverso la validazione matematica dei blocchi. Da qui la richiesta di un hard fork, ovvero una modifica del modello matematico che impedisse l'uso degli application specific integrated cirtuit, ovvero componenti dedicati molto potenti, che avrebbero riportato il modello allo spirito iniziale, anche se con il rischio di una diaspora tra i miners e, quindi, la nascita di due blockchain a partire da quella originaria del bitcoin, a seconda dell”adesione o meno alle nuove regole, e quindi due tipi di monete con la possibile svalutazione di quella attuale.

Nel lungo periodo, però, la rinuncia a supportare in tempi più brevi un numero crescente di transazioni potrebbe trasformare il bitcoin da una criptomoneta a un bene raro, una sorta di Gronchi rosa, lasciando invece il ruolo da protagonista ad antagonisti, come Ethereum, forti già di una piattaforma più evoluta tecnologicamente. E come tutti gli oggetti da collezione, assai sensibile alle mode e agli umori dei collezionisti.



Meglio quindi puntare sull'Ethereum nel medio-lungo termine, puoi farlo anche tramite Markets, sfruttando i CDF che ti permettono di operare velocemente senza i tempi lunghi richiesti dall'utilizzo di exchange e wallet tipici delle criptovalute.

mercoledì 1 novembre 2017

Dove acquistare diamanti senza fregature?

Sono centinaia le segnalazioni dei risparmiatori alle associazioni sulle difficoltà a rivendere diamanti comprati da Idb e Dpi, i due maggiori broker nazionali sotto inchiesta da parte dell’Antitrust. A giugno per le vicende dei diamanti Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, UniCredit, Mps e Popolare di Bari sono state perquisite dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta per truffa della Procura di Milano.

Le risposte delle banche ai cui sportelli venivano presentati i contratti variano da caso a caso. Ci sono Intesa Sanpaolo e UniCredit che in alcuni casi hanno transato per conto del broker (rispettivamente Dpi e Idb), rifondendo l’intero investimento, ma ci sono banche che respingono le richieste dei clienti che chiedono di rientrare delle somme allocate nelle pietre preziose.

È il caso di Banco Bpm. Il 2 agosto scorso l’ufficio gestione reclami dell’istituto ha respinto la richiesta di una srl di Roma che contestava l’acquisto da Idb avvenuto il 28 luglio 2011, nell’agenzia 38 di Viale dei Colli Portuensi dell’allora Popolare di Novara, di pietre del controvalore di 30.244 euro. La Srl romana chiedeva, oltre al valore investito, anche “l’incremento di valore” di 6.124 euro «secondo valorizzazione attuale rilasciata da Idb».
La banca risponde che «il referente corretto per la richiesta è Idb: la banca non effettua attività di intermediazione inerente la vendita di diamanti, ma si limita a svolgere mera segnalazione al cliente interessato all’acquisto» e «a mettere a disposizione i propri locali al personale incaricato dalla Idb solo per appuntamenti preventivamente concordati con specifici clienti per illustrare le caratteristiche dell’acquisto e per la consegna» dei diamanti. «La banca rimane dunque estranea alla vendita e alla relativa gestione del contratto», sostiene Banco Bpm, «rispetto al quale non assume alcuna responsabilità». La banca chiude con il consiglio di presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario o domanda di conciliazione al Conciliatore bancario finanziario.

Purtroppo molti risparmiatori si sono fidati ancora una volta delle banche per affidare i loro soldi. L'investimento in diamanti può essere una valida alternativa per diversificare il portafoglio con un bene rifugio e non tassato. Occorre però conoscere alcune informazioni di base, per questo ti invito a visitare l'unico sito indipendente nel settore (ciò che non vende diamanti e quindi non ha duplici interessi).

lunedì 30 ottobre 2017

Previsioni sul dollaro per fine 2017

Dove andrà il dollaro Usa? Continuerà la ripresa ora che è tornato sotto 1,16?

Analisi grafica

Da inizio anno il dollaro si è mosso con parecchi alti e bassi, ma sempre all’interno di una specie di “corridoio” che l’ha portato sempre più giù rispetto all'euro: se il 1° gennaio un euro valeva 1,055 dollari, nella prima settimana di settembre con un euro si compravano già 1,20 dollari. Da lì in poi, però, il dollaro ha risalito un po’ la china e sta uscendo da questo “corridoio” in cui è rimasto ingabbiato da inizio anno.

Secondo l’analisi tecnica (quella che cerca di prevedere l’andamento futuro di una valuta o di un titolo osservando il grafico dell’andamento passato) questo potrebbe essere l’inizio di una ripresa duratura del dollaro Usa. Un ulteriore segnale di questa ripresa viene dal dollar index calcolato dalla Fed, la Banca centrale Usa. Questo indice riassume il “valore” del dollaro nei confronti di tutte le altre valute mondiali: anche questo indice ha segnato un punto di svolta , il che significa che quello delle ultime settimane non è semplicemente uno scivolone dell’euro, ma una vera ripresa del dollaro.

Fin qui, quello che dicono i grafici. Ma noi all’analisi tecnica crediamo solo fino a un certo punto: può predire tutto e il suo contrario. Se per esempio guardassimo le medie mobili (un altro strumento di analisi tecnica di cui ti abbiamo parlato anche in passato, vedi riquadro) il segnale di ripresa del dollaro non c’è ancora. Morale, l’analisi tecnica è, secondo noi, da prendere con le pinze. Ma può comunque dare qualche indicazione importante da aggiungere a quelle che vengono dal nostro principale metodo di analisi: l’analisi fondamentale, che guarda all'andamento dell’economia, degli utili aziendali, dei dividendi…


Analisi fondamentale

Se torniamo a guardare proprio all’analisi fondamentale, ci sono diversi elementi che giocano a favore della ripresa del biglietto verde: prima di tutto la crescita economica, che negli Usa ha raggiunto un brillante +3,1% mentre l’Eurozona si deve accontentare di un +0,6%. E per i prossimi anni le previsioni sono sempre a favore dell’economia d’Oltreoceano: dal 2019 stimiamo una crescita del 2% annuo, a fronte di un +1,6% per l’Eurozona.

Altro elemento a favore della ripresa del dollaro, i rendimenti dei bond in crescita. Negli Usa la Fed (la Banca centrale) ha iniziato a “drenare” la massa di liquidità con cui ha inondato il mercato negli scorsi anni, mentre da noi la Bce è ancora nel bel mezzo degli acquisti di titoli per sostenere l’economia: certo si comincia a parlare di fine di questi stimoli, ma da qui a farlo in concreto passerà ancora del tempo.

Morale, il differenziale di rendimento tra bond Usa e bond dell’Eurozona è in aumento da inizio 2016 (vedi grafico Sempre più allettanti) e questo attirerà sempre più capitali negli Usa, a beneficio del cambio del dollaro (vedi riquadro). Non mancano, tuttavia, anche elementi che possono penalizzare il biglietto verde nei confronti dell’euro: l’inflazione, per esempio, che prevediamo più alta negli Usa (3% dal 2019 in avanti) rispetto all’Eurozona (1,8%). Se i prezzi negli Usa corrono più che da noi, la valuta ne risente e tende a calare, controbilanciando (in tutto o in parte) la spinta che viene dal Pil.

Nel bilancio tra elementi pro e contro, secondo i nostri modelli econometrici il dollaro, oggi, è correttamente valutato. Ma non significa che starà fermo dov’è: anche perché c’è un altro fattore da considerare, quello politico.


IL PESO DELLA POLITICA 

Da noi, le incognite vengono principalmente da due fronti: il primo sono gli sviluppi del referendum catalano, che rischia di destabilizzare non solo la Spagna ma l’intera Europa. Il secondo è l’esito delle elezioni in Germania e in Austria, che hanno mostrato un ritorno del populismo (in genere contrario alla valuta unica). Ma anche Oltreoceano le implicazioni “politiche” sul cambio non sono così univoche: da un lato c’è la speranza che le riforme promesse da Trump (in primis quella fiscale) possano finalmente partire, il che favorirebbe il dollaro. Dall'altro lato, però, c’è da considerare che lo stesso Trump non è favorevole a un dollaro troppo forte, che penalizzerebbe le esportazioni.

Morale: su tutti e tre i fronti (quello dell’analisi tecnica, quello dell’analisi fondamentale e quello politico) ci sono elementi contrastanti su quale può essere il futuro del biglietto verde. Dopo il calo dell’ultimo anno non è più il caso di venderlo – per questo, dagli inizi di ottobre, abbiamo cambiato la nostra strategia su questa valuta. Ma con tutte le incertezze di cui ti abbiamo parlato, non è detto sia il momento per acquistarlo. Puoi comunque iniziare ad approcciare il Forex con piccole operazione al ribasso sul cambio Eur-Usd finché il trend favorevole del dollaro continua. Per farlo utilizza broker affidabili e convenienti come Etx Capital.


sabato 28 ottobre 2017

Finanziaria 2017 e rischio fallimento Italia

Una legge di bilancio 2017 che tutti han definito ... leggera. Nel comunicato del Ministero dell’economia si diceva che sui 20,4 miliardi di euro della manovra 9,5 miliardi sono entrate, mentre "10,9 miliardi rappresentano l’effetto netto espansivo della manovra, che interesserà in particolare le aree meno avanzate del Paese".

Queste parole virgolettate le puoi trovare su tutti i siti. Ogni articolo di stampa lo riportava così.  Ma che significa? Che cosa è sto effetto netto espansivo? Nessuno se l’è chiesto. Più crescita? Più ricchezza? Nessuno te l’ha detto.
Te lo dico io: più deficit. Ovvero, ancora una volta, andremo a spendere più di quel che guadagniamo.

La tanto apprezzata manovra leggera è roba da cicale. Ricordi la storia vero? L’insetto che canta e ricanta tutta l’estate invece di lavorare e che poi, quando arriva l’inverno, si mangia e si scalda con le canzonette. Ecco quello. In verità, fatte le elezioni e giunti a un  confronto con la realtà, bisognerà tirar su fino a 45 miliardi l’anno per abbattere il drago del debito, un drago che sputerà ancora più fuoco se, finita la spruzzata di liquidità della Bce di Mario Draghi, si ritroverà pure col bruciore in gola di tassi d’interesse più alti su BoT e Bitipì.

45 miliardi sono 750 euro a cranio di italiano (inclusi neonati e moribondi). E dove si tirano fuori 45 miliardi? L’anno! Se ne sussurra da anni: dalle tasse di successione, da un ritorno dell’Ici sulla prima casa, da una sforbiciata alle pensioni e magari anche facendo barba e capelli ai BTp, con un taglio alla moderna, uno di quelli che andavano di moda ad Atene e dintorni fino a poco fa. Uomo avvisato…
La soluzione per tutelare i tuoi risparmi? La trovi qui.

domenica 22 ottobre 2017

IronFx e i forex broker ciprioti da evitare

Ho ripetuto più volte che oggi non basta più scegliere un forex broker autorizzato. Sicuramente rispetto al passato, alle prime mode del Forex, la situazione è di molto migliorata. Anche intermediari come eToro (che ai tempi sconsigliavo) oggi offrono valide e affidabili piattaforme di trading (oltre che il social trading).
Resta il fatto che ci sono ancora molti intermediari autorizzati ma non affidabili. Specie quelli con sede legale a Cipro, dove oltre ad una fiscalità agevolata, si gode di controlli scarsi da parte della locale autorità di vigilanza. Non a caso infatti molti intermediari del Forex hanno sede a Cipro.

Con questo non voglio dire che tutti siano poco affidabili (noi stessi, tra quelli segnalati, consigliamo Markets), ma che occorra sempre fare più attenzione a chi ha sede in questo paese (o in altri come Israele, Russia etc.). Quelli di Cipro sono più numerosi perché, grazie alla normativa europea, l'autorizzazione cipriota si estende automaticamente a tutti i paesi europei. Ciò non consente a autorità più serie come la FCA inglese, ma anche la nostra Consob, di poter controllare o bloccare un operatore.

Il caso IronFX

ironfx forex broker sicuro
Uno dei casi eclatanti di questa situazione normativa assurda è quella del forex broker Iron Fx. La saga Iron FX continua da oltre tre anni. Il broker al dettaglio è stato indagato per i soldi mancanti ai clienti, i quali si sono rivolti agli organismi di regolamentazione sia a Cipro che in Europa. Ora sembra che alcuni clienti siano stanchi di aspettare che i regolatori di Cipro finiscano a indagare sulla questione.

In particolare IronFx, è accusata di aver sfruttato le lacune nella regolamentazione europea per potersi rifiutare di pagare i depositi:
“Ci sono più o meno 1.700 piccoli investitori sono stati truffati dalla società con sede a Cipro, che si rifiuta da due anni di ripagare i clienti. Ho più di 25.000 euro depositati e 20 mesi fa ho chiesto di ritirare i miei soldi, ma è da allora che aspetto”

Questa è una delle dichiarazione dei clienti che hanno presentato una petizione al Parlamento europeo, che ne ha discusso l'11 luglio scorso.
Il firmatario è un investitore che ha utilizzato i servizi di brokeraggio Forex di IronFX a Cipro ed è tra le migliaia a sostenere di essere stato ingannato. Non è stato infatti in grado di accedere ai fondi sul suo conto per più di sei mesi e dubita se mai questo sarà possibile. Inoltre stima che gli importi trattenuti dalla società sono nell'ordine di centinaia di milioni. Dopo aver descritto il metodo di frode presumibilmente utilizzato dalla società, accusa la Commissione cipriota di titoli e scambi (CySEC) di non aver fornito una protezione adeguata degli investitori, in quanto non ha sospeso la licenza della società o ha invocato la legge sull'insolvenza e si lamenta che il mediatore finanziario non ha ancora elaborato la notevole quantità di denunce che sono in attesa per quasi un anno. Chiede perciò l'attuazione delle norme dell'UE e l'intervento del PE in materia.

Le accuse sono state confermate dalle stesse autorità di Cipro, che però non stanno facendo abbastanza. Una società con sede nell’isola, che fa parte dell’Unione Europea, può operare in Europa ma la supervisione viene condotta dalle autorità dell’isola.

Dal momento che IronFx si rifiuta di collaborare, “molti clienti truffati hanno perso la speranza e questa è l’occasione di agire perché recuperino i loro soldi”. Un altro Commissario europeo ha detto di essere al corrente della presunta violazione delle regole, ma che l’organo esecutivo europeo non ha il potere per intervenire su casi singoli. È invece la responsabilità delle autorità di regolamentazione nazionali.

La questione preoccupa da due anni l’ESMA, che ha ricevuto circa 500 lamentele da clienti di IronFx provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea, e che ha lanciato un avvertimento a stare alla larga da prodotti complessi CFD, opzioni e altri derivati che non vanno venduti senza una consulenza finanziaria adeguata. ESMA, che può fare solo raccomandazioni non vincolanti, dice che il problema non riguarda solo IronFx ma anche altre aziende e che l’obiettivo è di aumentare la protezione degli investitori retail, cercando in futuro di monitorare chi opera online da Cipro.

Non si sa ancora se l’indagine verrà effettivamente avviata: prima ESMA vuole vedere quali sono le contromisure prese dai soggetti contro cui sono state esposte le centinaia di lamentele e richieste di rimborso. “Una scelta verrà fatta dopo l’estate“.

IronFx Global è stata fondata nel 2010 con un capitale di appena 2 milioni e 690.000 euro ed è riuscita in alcuni anni ad acquisire fino a 400.000 clienti in Asia e in Europa, fra cui circa 2.000 in Italia. Ciò anche grazie a un aiuto insolito: la sponsorizzazione della squadra di calcio del Barcellona.

Sto scrivendo una serie di articoli su broker da evitare. In generale, oltre a intermediari autorizzati, fate riferimento a broker affidabili con sede in Gran Bretagna, visto che la FCA è l'organo di vigilanza più serio e veloce in Europa. Per questo consigliamo Etx Capital, un broker già esistente prima della moda del Forex e dei CFD, quotato in Borsa e con sede a Londra.

sabato 21 ottobre 2017

Un metodo alternativo per investire in Bitcoin e criptovalute

Il settore delle criptovalute è in continua evoluzione, in quanto un numero crescente di queste attività innovative viene introdotto in circolazione. Mentre il mercato cresce, è sicuro assumere che aumenterà l'interesse tra gli investitori, scrive Shiran Herzberg di eToro.

Il mercato delle criptovalute è diventato di dominio pubblico nel 2017. Mentre molte persone avevano sentito parlare di bitcoin in passato, pochi capirvano cosa fosse e ancora meno avevano familiarità con il termine criptovalute.

Tutto questo è cambiato quest'anno quando questo mercato relativamente nuovo ha toccato un controvalore di oltre 150 miliardi di dollari e ha iniziato a essere citato nei media mainstream. Tuttavia, nonostante sia diventato più popolare che mai, questo mercato è ancora fuori portata per molti investitori.

L'acquisto e la vendita di queste monete digitali richiede spesso il saper muoversi tra più portafogli digitali e scambi di valuta. Inoltre  occorre saper gestire i rischi ed avere discrete conoscenze tecniche. Pertanto, nonostante il mercato dei bitcoin & co. sia in costante crescita, esistono ancora diverse  barriere all'ingresso per gli investitori che desiderano entrarvi.

Ci sono però altri metodi per investire in criptovalute, per esempio utilizzando la piattaforma di trading online di eToro.  eToro è la società leader a livello mondiale nel social trading, con oltre 7 milioni di utenti in tutto il mondo. Sulla piattaforma gli utenti possono scambiare e investire in più asset di diverse categorie, tra cui le criptovalute.

Ecco 5 ragioni per considerare la piattaforma eToro:

  1. Puoi avere tutti i tuoi asset (valute forex, cdf, azioni, bitcoin ...) in un unico posto. Uno degli aspetti più frustanti del trading sulle criptovalute è dover spesso operare con più siti, perché per esempio non tutti gli exchange hanno tutte le valute. Ciò comporta avere più account quindi meno sicurezza e perdite di tempo per spostare i fondi da uno all'altro. Con Toro hai l'accesso ad una ampia selezione di criptovalute, un solo account e una sola piattaforma semplice da utilizzare.
  2. Non hai bisogno di avere un wallet digitale. Mantenere i bitcoin e le altre criptovalute infatti in genere implica avere almeno un wallet (borsellino) digitale. Ciò significa anche rischi di perdita e furto. Gli stessi esperti d criptovalute concordano sul fatto che i tuoi fondi sono sicuri quanto è sicuro il tuo pc. Quindi dovresti assicurarti di aver tutti i mezzi di difesa (spendendo parecchio) sul computer di casa ma pure su ogni altro mezzo vulnerabile (tablet, smartphone) tramite cui accedi ai fondi.  Su eToro invece i tuoi fondi sono assicurati dalla sicurezza tipo banca e possono essere spostati solo sul conto di appoggio originario intestato a te.
  3. Può fare short (puntare al ribasso). Una delle caratteristiche principali delle criptovalute è di essere molto volatili.  Ma con i sistemi tradizionali degli exchange, puoi guadagnare solo se la valuta sale. Su eToro puoi usare i CFD (Contract For Difference) anche al ribasso. In pratica puoi guadagnare anche quando l'ethereum o i bitcoin perdono.
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Il mondo delle criptovalute è in costante evoluzione ma già presenta diverse opportunità di investimento. Se lo stai considerando, operare con eToro è un'opzione semplice e veloce da valutare.